Crovetti Claudio Serramenti
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 NORMATIVE -> RISPARMIO ENERGETICO


Risparmio energetico Dpr. 59/2009
Risparmio energetico Legge 133/2008
Risparmio energetico Dpr 192 /2005 - 311/2006


IL “PROBLEMA ENERGIA” ED IL DECRETO 192


L’8 ottobre 2005 è entrato in vigore il Decreto legislativo n° 192 del 19 agosto 2005 dal titolo “Attuazione della Direttiva 2002/91 relativo al rendimento energetico dell’edilizia”. La pubblicazione di tale decreto sulla Gazzetta Ufficiale ha segnato una svolta storica nella legislazione italiana sul risparmio energetico degli edifici: il decreto 192, infatti, può essere definito il primo vero provvedimento di risparmio energetico emanato in Italia. Di conseguenza, la legge 10/91, punto di riferimento per tecnici e progettisti fino ad oggi, sarà progressivamente sostituita da questo decreto e dai decreti attuativi che saranno pubblicati nei prossimi mesi. Fino ad allora si farà riferimento alla legge 10/91 solo per quegli articoli che non sono stati abrogati dal decreto 192.

Il protocollo di kyoto, recepito dall’Unione Europea tramite la pubblicazione della Direttiva 2002/91, impone ai Paesi industrializzati di ridurre entro il 2010 le emissioni totali di gas ed effetto serra del 5% rispetto ai livelli del 1990. Il decreto 192 contribuirà alla diminuzione dei consumi energetici in edilizia.

 

OBBIETTIVI DEL PROVVEDIMENTO

 

Obbiettivo di tale provvedimento è “migliorare le prestazioni energetiche degli edifici al fine di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili e la diversificazione energetica, contribuire a conseguire gli obiettivi nazionali di limitazione delle emissioni di gas a effetto serra posti dal protocollo di kyoto, promuovendo la competitività dei comparti più avanzati attraverso lo sviluppo tecnologico”(art. 1). Il decreto 192, quindi, è finalizzato a limitare il consumo di energia dato da impianti di riscaldamento e di condizionamento e la dispersione termica attraverso i componenti finestrali. In particolare, il decreto pone l’attenzione sugli impianti, pretendendo più efficienza, sugli involucri e sui componenti finestrali che dovranno essere più isolati termicamente.

 

AMBITO DI APPLICAZIONE

 

Il decreto 192, così come indicato nell’art. 3, si applica ad edifici di nuova costruzione e agli edifici in fase di ristrutturazione. Per quanto riguarda le ristrutturazioni, comunque, sono previsti diversi gradi di applicazione: il decreto si applica integralmente nel caso di ristrutturazioni di edifici di superficie superiore ai 1000 metri quadri e in maniera limitata ad interventi di ampliamento superiori al 20% dell’edificio esistente. Il decreto non si applica ad edifici storici, a fabbricati isolati con una superficie inferiore a 50 metri quadri e a fabbricati industriali o artigianali o agricoli qualora gli ambienti siano riscaldati per esigenze produttive.

 

CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI

 

Il decreto 192 impone che entro un anno dalla data di entrata in vigore, tutti gli edifici di nuova costruzione o in fase di ristrutturazione siano dotati di un attestato di certificazione energetica (art. 6) redatto secondo precise metodologie di calcolo. L’obbligo di questa certificazione rappresenta un cambiamento storico rispetto a quanto prescritto dalla legge 10/91: se prima l’attività di controllo dei consumi energetici era demandata ai singolo Comuni che, nella maggior parte dei casi non avevano le competenze necessarie, ora acquisterà valore la firma del progettista, ma soprattutto il controllo dell’utente finale. Analizzando i consumi al termine delle stagioni di riscaldamento e di condizionamento, sarà l’utente a verificare la veridicità delle dichiarazioni rilasciate dal progettista al termine della fase di studio, rivalendosi su chi avrà dichiarato il falso.

 

SANZIONI

 

Il decreto 192 (art. 15) fissa le sanzioni a carico di tutte le figure coinvolte nella realizzazione dell’edificio e nel suo acquisto. Qualora l’autorità competente, chiamata a verificare il reale consumo energetico dell’edificio, riscontrasse consumi non corrispondenti a quelli dichiarati, scatteranno sanzioni a carico del progettista che ha fornito la relazione (30% della parcella), del professionista che ha rilasciato la certificazione (70% della parcella), della direzione lavori (50% della parcella), del manutentore (1.000-6.000 €) e del proprietario (500-3.000 €). Il costruttore può essere punito se omette la certificazione al termine dei lavori (5.000-30.000 €).

Circa 800 Comuni Italiani in base al decreto 412-93 ancora in vigore fino alla pubblicazione di futuri documenti, sono divisi in sei zone climatiche in funzione del consumo energetico necessario per mantenere una temperatura di confort pari a 20° C all’interno dell’edificio. Il parametro utilizzato per differenziare le sei fasce climatiche è il “gradi di giorno GG”, ossia la somma, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionato di riscaldamento, delle differenze positive giornaliere tra la temperatura dell’ambiente e la temperatura media estesa giornaliera.

 

LE MODIFICHE INTRODOTTE DAL DECRETO 311/06

 

Il 1° febbraio 2007 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto 311/06 che modifica alcuni aspetti contenuti nel decreto 192/05. Tale provvedimento, entrato in vigore il 2 febbraio 2007, stabilisce le date a partire dalle quali si rende obbligatoria la certificazione degli edifici a seconda della loro tipologia; in realtà, in attesa di maggiori informazioni circa la certificazione, tale procedura è temporaneamente sostituita da un attestato di qualificazione energetica, rilasciato direttamente dal progettista, che attesta il consumo energetico degli edifici. L’aspetto del Decreto, comunque, più importante per il mondo dei serramenti è il nuovo Allegato C che, di fatto, anticipa al 1 gennaio 2008 i valori di trasmittanza termica media delle chiusure trasparenti imposti dal Dlgs 192/05 a partire dal 1 gennaio 2009 e ne fissa di nuovi, leggermente più restrittivi, a partire dal 1 gennaio 2010. In aggiunta, il Dlgs 311/06 fissa anche i valori limite di trasmittanza termica dei vetri a partire dal 1 luglio 2008 e rende questi ultimi più restrittivi a partire dal 1 gennaio 2011.

 

LA SVOLTA DEI DECRETI 192/05 E 311/06

 

Il parametro esprime gli scambi tecnici attraverso una parte è la trasmittanza termica U, misurata in W/m2K che, con l’introduzione delle nuove normative, ha sostituito il “coefficiente K”. Il valore U rappresenta la  quantità di calore che attraversa una parete per unità di superficie (m2) e per grado (K) di differenza di temperatura tra gli ambienti separati dalla parete stessa.

In relazione alla zona climatica il decreto fissa i seguenti limiti di trasmittanza complessiva del serramento e del vetro a partire dal 1 gennaio 2008, quindi già in vigore, e a partire dal 1 gennaio 2010.

 

ZONA

CLIMATICA

Uw (W/m2 k)

Da 1 gennaio 2008

Da 1 gennaio 2010

A

5,0

4,6

B

4,0

3,0

C

3,0

2,6

D

2,8

2,4

E

2,4

2,2

F

2,2

2,0

Valori di trasmittanza media del serramento nel suo complesso

 

 

ZONA

CLIMATICA

Ug (W/m2 k)

Da 1 gennaio 2008

Da 1 gennaio 2010

A

4,5

3,7

B

3,4

2,7

C

2,3

2,1

D

2,1

1,9

E

1,9

1,7

F

1,7

1,3

Valori limite di trasmittanza del vetro

 

L’imposizioni di questi limiti comporta alcune conseguenze a carico dei vetri che, dal 1 gennaio 2008, dovranno essere obbligatoriamente isolanti e caratterizzati da prestazioni termiche rinforzate: nelle zone più fredde d’Italia, ossia le zone D, E, F, che comprendono circa il 75% del parco immobiliare italiano, dovranno essere necessariamente installati vetri basso emissivi.

 

DPR n.59 del 02/04/2009

 

Applicazione dei vetri a controllo solare

Il DPR n.59 del 2009 introduce importanti disposizioni normative, che disciplinano la delicata questione del risparmio energetico relativo alla climatizzazione estiva degli edifici ed in tale ambito e con tali finalità, all’articolo 4 nei commi 19 e 20, riconosce le rilevanti prestazioni assicurate dai vetri “a controllo solare”, che rappresentano un’espressione del continuo sviluppo della tecnologia vetraria.

Tali vetri garantiscono la riduzione degli apporti energetici solari in virtù del loro ridotto fattore solare “g” (detto anche FS), con la conseguente riduzione dei costi di climatizzazione.

I vetri con fattore solare = 50% (UNI EN 410) soddisfano i requisiti prescritti nei citati commi 19 e 20 dell’articolo 4, rappresentando una soluzione di facile applicazione e di ridotto impatto economico. Di seguito il dettaglio delle prescrizioni:

PRIMO CASO: (comma 19)

- Edifici di nuova costruzione

Sono previste le due seguenti alternative:
a) Sistemi schermanti esterni delle superfici vetrate, previa puntuale e documentata valutazione della loro efficacia;
b) Vetri a fattore solare = 50%, previa valutazione della non convenienza tecnico-economica dei sistemi schermanti esterni.

SECONDO CASO: (comma 19)

- Ristrutturazione integrale dell’involucro di edifici con superficie utile > 1.000 mq
- Demolizione e ricostruzione di edifici con superficie utile > 1.000 mq
- Ampliamento di edifici con aumento volumetrico > 20% dell’intero edificio esistente
- Ristrutturazione totale
Sono previste le due seguenti alternative:
a) Sistemi schermanti esterni delle superfici vetrate, previa puntuale e documentata valutazione della loro efficacia;
b) Vetri a fattore solare = 50%, previa valutazione della non convenienza tecnico-economica dei sistemi schermanti esterni.

TERZO CASO: (comma 20)

- Ristrutturazione totale dell’involucro di edifici con superficie utile = 1.000 mq
- Ristrutturazioni parziali di edifici di qualunque superficie utile
- Manutenzione straordinaria dell’involucro di edifici di qualunque superficie utile
Sono previste le due seguenti alternative:
a) Sistemi filtranti o schermanti delle superfici vetrate, previa puntuale e documentata valutazione della loro efficacia;
b) Vetri a fattore solare = 50%, senza alcun tipo di valutazione.


Nella maggior parte dei casi i vetri a fattore solare = 50% (soluzione riportata nelle lettere b) rappresentano la soluzione più vantaggiosa in termini di minore investimento, nessuna limitazione della visuale esterna, prestazione costante durante l’arco della giornata, maggior benessere dovuto all’illuminazione naturale, minor costo per l’illuminazione artificiale, durata delle prestazioni nel tempo, nessun bisogno di manutenzione.


LEGGE N. 133

La legge 133 del 6 agosto 2008 ha introdotto delle modifiche riguardo alla regolamentazione energetica degli edifici. In particolare ha stabilito che non c'è più l'obbligo di presentare all'atto della compravendita o della locazione il certificato energetico dell'immobile.
Secondo questa modifica, i notai non devono più allegare la predetta documentazione l'assenza della quale invalidava l'atto. Ma attenzione, non è abrogato l'obbligo della certificazione. La certificazione era e resta obbligatoria con le stesse scadenze temporali di applicazione.
Ciò che è cambiato è solo l'obbligo dei notai di allegare questa documentazione al contratto. Vi è un'altra annotazione da fare, essendo prevista la "clausola di cedevolezza", a tutta la materia si applicano le regole più severe vigenti localmente.
Ne consegue che, se le Autorità regionali o locali hanno stabilito regole più restrittive delle leggi nazionali (n° 192, n° 311, n° 133), sono le locali che si debbono rispettare.
Zona climatica Città capoluogo (secondo D.P.R. 412)



Zona climatica

Città capoluogo (secondo D.P.R. 412)

A

Lampedusa, Porto Empedocle

B

RC - TP - PA - ME - SR - CT - AG

C

IM - LT - CE - BN - NA - SA - BA - TA - BR LE - CS - CZ - RG - SS - CA

D

VR - TS - SV - GE - SP - MS - LU - PT - FI - LI - PI - SI - GR - TR - PS - AN - MC - AP - VT - RM - TE - PE - CH - IS - AV - FG - MT - CL - NU

E

TO - VC - NO - AT - AO - VA - CO - SO - MI - BG - BS - PV - CR - MN - BZ - TN - VI - BL - TV - VE - PD - RO - UD - GO - PN - PC - PR - RE - MO - BO - FE - RA - FO - AR - PG - RI - FR - AQ - CB - PZ - EN

F

CN


Le regioni: Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria ed Emilia, hanno già legiferato al riguardo e prescritto la certificazione energetica come documento necessario per la validità dell'atto; altre regioni stanno elaborando leggi simili e non è affatto escluso, poi, che anche nelle regioni non elencate vi siano dei regolamenti comunali che lo prescrivono.
In tutte queste aree il certificato è quindi necessario per stipulare l'atto.
Massima Trasmittanza Termica ammissibile UW/m2k



Zona climatica

Finestra (serramento + vetro)

Vetro

A

5.0

4.5

B

3.6

3.4

C

3.0

2.3

D

2.8

2.1

E

2.4

1.9

F

2.2

1.7


Sempre in materia di risparmio energetico, ricordiamo che la legge 311 del dicembre 2006, ha previsto un'ulteriore riduzione della massima trasmittanza termica ammissibile per i vetri applicabili nelle finestre o sulle facciate a partire dal 1 luglio 2008.
Mettendo in relazione i valori di trasmittanza prescritti con le prestazioni delle vetrate, si rileva che:
- il vetro float singolo non può essere utilizzato in alcuna località.
- la vetrata isolante 4-12-4 soddisfa le prescrizioni soltanto nelle zone A e B.
- per tutte le altre zone (C, D, E, F), è necessaria una vetrata isolante con deposito basso emissivo.
Oltre agli aspetti relativi al risparmio energetico fin qui trattati, non si deve dimenticare che il vetro, in quanto componente significativo dell'involucro edilizio, è coinvolto anche nell'assicurare il fono isolamento degli edifici.

I valori normali, pur riferendosi al fonoisolamento della facciata nel suo insieme, hanno tuttavia bisogno che la prestazione dei singoli componenti sia adeguata altrimenti il valore complessivo non può essere raggiunto. Se si confrontano i valori prestazionali di una comune vetrata con i limiti di legge, risulta chiaro che la vetrata isolante 4-12-4 non è in grado di consentire il rispetto di detti limiti.
Per ottenere i valori prescritti, occorre utilizzare vetrate costituite da vetro di spessore consistente che può essere ridotto da stratificati fono isolanti i quali, oltre a consentire di ridurre gli spessori, essendo vetri di sicurezza, consentono anche la soddisfazione delle prescrizioni a quest'ultimo riguardo.
Volendo riassumere quanto espresso in precedenza, possiamo dire che:
– la vetrata usuale 4-12-4 non è adeguata né per l'aspetto energetico (salve le zone climatiche A e B) né per l'isolamento acustico.


Composizione della vetrata

Prestazione di fonoisolamento

4 - 12 - 4

Rw = 29

4 - 12 - 44.1

Rw = 35

33.1 - 12 - 44.1 pvb sekisui

Rw = 40


- la vetrata 4-12-4 con basso emissivo è adeguata in tutte le zone per le prescrizioni termiche ma non lo è per il fono isolamento e se i vetri non risultano temprati non soddisfano le normative della sicurezza, perciò la soluzione ideale è quella sotto indicata relativamente al residenziale
- la vetrata 33.1-12-44.1 basso emissivo- con pvb sekisui soddisfa i requisiti termici, quelli acustici del residenziale e quelli di sicurezza più comuni.
- coating basso emissivo può non essere impiegato solo nelle (zone A e B)


Destinazione d'uso dell'edificio

Fono isolamento di facciata dB

A - Residenze ed assimilabili

40

B - Uffici ed assimilabili

42

C - Alberghi, pensioni ed assimilabili

40

D - Ospedali, case di cura ed assimilabili

45

E - Scuole di tutti i livelli ed assimilabili

48

F - Attività ricreative, di culto ed assimilabili

42

G - Attività commerciali ed assimilabili

42